Efficienza energetica in edilizia, Legambiente boccia le case italiane

  • In nove regioni nessun controllo sulle certificazioni energetiche né sanzioni. Legambiente: Occorre spingere la riqualificazione del patrimonio edilizio

Efficienza energetica in edilizia, Legambiente boccia le case italiane

(Rinnovabili.it) – “Basta case colabrodo”: questo l’appello che lancia oggi Legambiente e che fa da titolo al suo nuovo dossier sull’efficienza energetica in edilizia. Il cigno verde torna anche quest’anno a fare il punto su consumi e sprechi energetici degli immobili del Bel paese, passando in rassegna i risultati della analisi termografica e dello studio delle certificazioni energetiche. Il quadro che ne emerge è parecchio sconfortante: attualmente solo nove regioni possiedono un sistema di controllo degli APE (Attestato di Prestazione Energetica). In Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Molise, Sardegna e Umbria, non è stato ancora stabilito chi debba controllare quel 2% minimo di certificazioni stabilito dalla legge nazionale e, di conseguenza, anche le eventuali sanzioni previste nei confronti di progettisti, direttori dei lavori e certificatori non vengono applicate.

La Legge prevede, inoltre, che le Regioni possano emanare leggi più restrittive rispetto al numero dei controlli e all’entità delle sanzioni, ma fino ad oggi sono 12 ad essersi dotate di certificazioni locali e poche quelle che hanno approvato norme tali da garantire realmente i cittadini.

A questi dati si sommano quelli provenienti dalle oltre 500 termografie che Legambiente ha scattato in questi ultimi anni in 45 città italiane, relative a edifici pubblici e edifici residenziali privati. Sono state verificate anche le prestazioni di quelli già certificati di Classe A e di quelli ristrutturati, e di alcuni edifici costruiti dopo il 2000, ossia dopo l’adozione delle direttive europee in materia di risparmio energetico e isolamento, ma il risultato è quasi sempre lo stesso: le immagini raccolte mostrano problemi di isolamento termico e di elementi disperdenti, con distribuzione delle temperature superficiali estremamente eterogenee. E questo anche anche in strutture di edilizia residenziale costruite recentemente, pubbliche o private, di Roma, Firenze, Bologna e Milano, ma anche di Foligno, Pesaro, Pescara, Pisa.

“Nell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto‎ – ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini – abbiamo voluto sollecitare l’attenzione sul tema dell’efficienza energetica in edilizia, con l’obiettivo di sensibilizzare e rendere consapevoli i cittadini dei loro diritti. Perché nonostante le norme in vigore obblighino a rendere trasparenti le informazioni sui consumi per il riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni, in gran parte del Paese queste informazioni sono negate o addirittura false, per cui continuiamo a vivere in case colabrodo, e senza poter sperare in alcuna opera di riqualificazione in tempi brevi visti i ritardi dei programmi di incentivo”.